Vivere un libro: Una vita come tante

Ci ho messo mesi prima di scrivere questo articolo forse perché ho metabolizzato lentamente il libro, oppure perché mi ha fatto vivere un turbinio di emozioni che ancora oggi, a distanza di mesi dalla fine della lettura, faccio fatica a mettere per iscritto.
Qualsiasi sia la motivazione so solo che questo grande, immenso, libro mi ha colpito profondamente.
È stata una lettura che è durata mesi, non semplice e tutt’altro che leggera, di quelle che ogni tanto senti l’esigenza di chiudere e riprendere dopo qualche giorno, perché certe scene feriscono mentre altre ti stringono in un abbraccio caldo e ti fanno provare tutto l’amore e i sentimenti che soltanto certe persone sono in grado di farti vivere.

Due sono i sentimenti che più mi hanno accompagnata nel corso della lettura, come un esploratore ho scoperto i loro confini e le differenze anche se molte volte si intrecciavano in una matassa inestricabile: la compassione e la rabbia entrambe rivolte verso il vissuto del protagonista.
Il libro narra una storia densa di avvenimenti e particolari che porta a comprendere quanto fragile e vulnerabile è l’esistenza umana. L’anima squarciata del protagonista, la voglia di riscatto e le ricadute rappresentano una spirale che gira e che fa vivere un intenso rapporto tra il lettore e il protagonista, sembra quasi instaurarsi un rapporto di amicizia, ad ogni pagina che viene sfogliata ci si addentrerà in nuovi particolari talvolta crudi e deplorevoli altre volte carichi di resilienza e pulsione di vita.
Ogni pagina rappresenta una tessera del puzzle che però alla fine condurrà a un disegno totalmente inaspettato.

Una vita come tante è un libro che ha bisogno del suo tempo per essere letto, mi verrebbe da considerarlo un libro perfetto per le giornate di pioggia: perché in grado di scaldare come una coperta e di penetrare nelle emozioni più profonde.

L’assioma dell’insieme vuoto é l’assioma associato allo zero. Presuppone che ci sia il concetto di niente, il concetto di zero: zero valori, zero elementi. La matematica ipotizza che esista un concetto di niente, ma è dimostrato? No. Però deve esistere. E volendo fare i filosofi – è oggi lo siamo – possiamo dire che la vita stessa è l’assioma dell’insieme di vuoto. Inizia da zero e finisce con zero. Sappiamo che entrambi gli stati esistono, ma non saremo mai coscienti né dell’una né dell’altra esperienza: tali stati sono parti essenziali della vita, anche se non possono essere percepiti come vita. Noi presumiamo il concetto di niente, ma non possiamo dimostrarlo. Eppure, deve esistere.
(Hanya Yanagihara, Una vita come tante, 1969 Sellerio, pagina 354)

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