TikTok: la nuova frontiera

Domenica 5 dicembre sono stata presente a Più libri più liberi e ho seguito il convegno che riguardava la transizione da BookBlogger a BookToker. In generale, si è parlato di come i social stanno cambiando e della piattaforma TikTok che sta prendendo sempre più piede in Italia.

La potenza di questo social riguarda soprattutto l’imprevedibilità e la viralità dei video. TikTok consente di crescere e diventare popolari se si trova la formula giusta per parlare al pubblico. La schermata che appare, appena si apre l’app, è quella dei per te: video che sono apprezzati dal pubblico e che attraverso algoritmi specifici, che riguardano i propri interessi e i contenuti su cui si dedica più tempo, appaiono nella propria schermata.

Ma cosa ha di particolare questo social?

Oltre l’imprevedibilità e la viralità, altra caratteristica che distingue questo social è l’immediatezza. Infatti, i TikTok sono contenuti video, accompagnati da audio, che consentono di essere visionati e compresi nel momento stesso in cui vengono pubblicati. Essendo un social basato, quindi, principalmente sulla percezione visiva dei video consente un livello di comprensione più veloce e meno impegnativo rispetto a social che invece, oltre al contenuto audiovisivo, implicano uno sforzo di comprensione letterale. I post Facebook e le immagini Instagram sono spesso accompagnati da didascalie e per comprenderli bisogna mettere in atto un livello esegetico più alto.

Nel convegno si è affrontato anche il tema dell’influenza attraverso i social: come le persone si facciano condizionare da ciò che esperiscono sul web.
A mio avviso, questo è un argomento che merita di essere discusso in maniera profonda.
Oggigiorno il potere dei social è altissimo, basti pensare a come essi siano usati nelle campagne di marketing e come effettivamente un’ADV che ci appare sulla bacheca Facebook, come su Instagram, possa manipolare i nostri gusti, ma ancora più nel profondo, possa cambiare le nostre credenze.
Vi è mai capitato di acquistare ciò che vi era stato suggerito dalle pubblicità social?
Dal punto di vista psicologico e cognitivo accade qualcosa nella nostra mente e questo non dovrebbe essere generalizzato da un tipo di argomentazione che non implica in nessun modo i fattori mentali.

Così come i temi della comunicazione e delle strategie odierne: l’emoji, i contenuti fotografici e testuali, i filtri, sono stati affrontati in modo superficiale durante l’incontro, omettendo spiegazioni sociologiche e psicologiche del linguaggio social.
Sarebbe interessante capire le trasformazioni del linguaggio e della comunicazione social, soprattutto a partire dalle nuove generazioni, e come i social stessi siano percepiti in maniera diversa a seconda della fascia d’età.
TikTok è la piattaforma che raccoglie soprattutto giovani dai 6 ai 20 anni, ma anche adulti perlopiù professionisti che attraverso un linguaggio semplice, comprensibile e spesso ironico, riescono a catturare l’attenzione dei più piccoli, facendosi conoscere e portando avanti la loro attività. Cercare di comprendere questi fenomeni richiede uno studio che parte da basi conoscitive della comunicazione e del potere mediatico, fino ad arrivare alla psicologia e alle scienze cognitive.

In conclusione, ho trovato interessanti gli argomenti dell’incontro, però sono stati affrontati con poca profondità e riflessività precludendo la sfera scientifica di tali fenomeni.

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