Hacker: il mondo dell’elettrone e dello switch

Hacker, un nome che ognuno di noi ha già sentito, probabilmente a molti fa paura oppure intriga.
Io faccio parte dell’ultima di queste categorie, infatti, dopo aver letto il libro ‘#Cybercrime‘ di Carola Frediani, per preparare un esame all’università, sono rimasta stupita di quanto questa figura tanto discussa nella nostra quotidianità si conosca poco.


Titolo: #CYBERCRIME
Autrice: Carola Frediani
Editore: Hoepli
Anno di pubblicazione: 2019
Pagine: 150
Disponibile su Amazon


Carola Frediani è una giornalista che si occupa di temi appartenenti alla cultura digitale. Cura una newsletter settimanale, Guerre di Rete, in cui informa i lettori di cybersicurezza, privacy, Rete e politica.
Il suo libro #Cybercrime mette in luce gli attacchi digitali per mano degli hacker, alcuni di questi hanno scopi ben precisi e si configurano come dei veri e propri colpi di Stato: l’esempio più eclatante è WannaCry o l’attacco alla casella email dei democratici per non parlare di tutti i software malevoli che girano sul darkweb.
Frediani racconta ai suoi lettori questa realtà con un linguaggio semplice e scorrevole adatto anche a chi non è professionista in materia ma che vuole approfondire certe tematiche.

Ma torniamo a parlare del tema centrare di quest’articolo.
Chi sono gli hacker?
Il Manifesto degli Hacker, scritto 35 anni fa da The Mentor (hacker statunitense fin dagli anni ’80), ci permette di entrare nella psicologia di quelli che definiamo come dei criminali digitali.
Gli hacker spesso sono persone che hanno un quoziente intellettivo più alto della media e per questo a scuola si sentono frustrati, portando il peso della loro intelligenza, vengono emarginati dalla società e incompresi.

E poi è successo… una porta si è aperta su un mondo… correndo per la linea telefonica come l’eroina nelle vene di un drogato, un impulso elettronico è stato inviato, un rifugio dall’incompetenza quotidiana è stato trovato… ho scoperto una board (N.d.T. forum). “Questo… questo è il posto a cui appartengo…”

Manifesto degli Hacker

Ed è così che inizia la storia degli hacker, con la conoscenza del mondo “dell’elettrone e dello switch”.
Il mondo digitale diventa il loro spazio a tutti gli effetti, dove potersi rifugiare dietro lo schermo e poter agire contro il sistema.
Citando, Elliot Anderson, protagonista hacker della serie tv Mr. Robot:”Fanculo la società!“, un motto che si può leggere anche dietro le ultime righe del Manifesto.
Citando di nuovo le parole di The Mentor, tradotte da Filippo Valsorda:

“Voi costruite bombe atomiche, voi provocate guerre, voi uccidete, ingannate e mentite e cercate di farci credere che è per il nostro bene, eppure siamo noi i criminali. Sì, sono un criminale. Il mio crimine è la curiosità. Il mio crimine è giudicare le persone per quello che dicono e pensano, non per il loro aspetto. Il mio crimine è stato surclassarvi, qualcosa per cui non mi perdonerete mai.”

Manifesto degli Hacker

Quindi, possiamo così tirare le fila dell’articolo e dire che dietro agli hacker c’è un credo politico molto forte di sovversione dell’ordine in cui viviamo.
In una realtà apparentemente semplice e spiegabile si nascondono motivazioni complesse che spesso non riescono ad essere messe in luce perché troppo lontane da come comprendiamo il mondo in cui viviamo.



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